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Renato Palumbo
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aggiornamenti e rassegna stampa Renato Palumbo ha inaugurato, il 6 dicembre 2009, la prima
stagione del ricostruito teatro Petruzzelli di Bari dirigendo con grande
successo personale una nuova produzione di Turandot. Nei mesi
precedenti si ricordano le accoglienze entusiastiche ottenute a Chicago
con Ernani, Bari con Tosca, con
Adriana Lecouvreur al Regio di Torino, Un ballo in
maschera all'Opèra di Parigie Cavalleria rusticana e
Pagliacci ancora alla Lyric Opera di Chicago. Un autentico trionfo personale lo aveva premiato sul
podio di Don Carlo alla Staatsoper di Vienna nel dicembre 2008. Del
pari unanimemente apprezzato il concerto sinfonico con il quale ha poi
inaugurato la stagione sinfonica 2009 del Petruzzelli di Bari. Dopo l'esito lusinghiero di Aida e Rigoletto all’Arena di Verona, ha debuttato in ottobre con grande successo al Teatro La Fenice di Venezia,
con il quale aveva già collaborato concertando il Simon Boccanegra nella tournée giapponese del 2001.
Fra i prossimi impegni
si ricordano
Manon Lescaut a Venezia e Mefistofele a Roma. Renato Palumbo ha scoperto giovanissimo la vocazione musicale; nato nel 1963 a Montebelluna (TV), presto si appassiona allo studio del pianoforte e del canto, debutta adolescente come direttore di coro e a soli sedici anni concerta la Teresienmesse di Haydn. Il precoce talento lo porterà appena diciannovenne sul podio del Trovatore verdiano. Nel frattempo compie i regolari studi di pianoforte, direzione d’orchestra e coro e composizione presso i conservatori di Milano e Firenze e matura una ricca esperienza come pianista accompagnatore, maestro collaboratore, maestro del coro. Il suo percorso artistico lo porta a esplorare tutti gli aspetti del teatro musicale e a coltivare con passione lo studio dei problemi legati alla tecnica vocale e alla drammaturgia del melodramma nella sua evoluzione di respiro europeo. Affermatosi, infatti, come uno dei maggiori direttori verdiani della sua generazione, Renato Palumbo si dedica con eguale interesse a tutto il repertorio, da Mozart a Rossini – con un occhio di riguardo per l’opera seria: Elisabetta, Bianca e Falliero, Otello, Guillaume Tell –, da Bellini e Donizetti a Puccini e alla Giovane Scuola, senza trascurare l’opera francese e tedesca con Bizet e Offenbach, Von Weber e Wagner. Frequentando anche titoli come Robert le diable e Les Huguenots di Meyerbeer o Hans Heiling di Marschner ha maturato una visione organica e articolata dello sviluppo storico del dramma musicale e del rapporto fra teatro e vocalità, sempre vissuti nel massimo rispetto della partitura, con spirito rigoroso ma non dogmatico. Lo stesso approccio analitico ma non privo di respiro lirico ne caratterizza l’intensa attività sinfonica, anch’essa volta ad abbracciare l’arco temporale compreso fra il classicismo e il ‘900, affiancando Mozart, Cherubini, Schubert, Beethoven, Brahms, Dvořàk, Mahler, Grieg, Hindemith e Šostakovitč. La carriera di Renato Palumbo è stata subito internazionale: a venticinque anni è già direttore stabile dell’Opera e del Balletto di Stato a Istanbul, carica che coprirà anche a Cape Town, al Festival di Macao, alla Deutsche Oper di Berlino (dove è stato l’unico GMD italiano della storia insieme con Giuseppe Sinopoli). È spesso ospite dei teatri e delle principali sale da concerto di Washington, Chicago, Londra, Parigi, Nizza, Barcellona, Bilbao. In Italia dirige regolarmente nelle più importanti fondazioni liriche e concertistiche e nei festival: dalla Scala di Milano al Regio di Torino, dal Regio di Parma al Carlo Felice di Genova, dal Piccinni di Bari al Lirico di Cagliari, dal teatro del Maggio Musicale Fiorentino al Rossini Opera Festival. Vanta una ricca discografia comprendente Robert le diable e Les Huguenots di Meyerbeer, Hans Heiling di Marschner, Germania di A. Franchetti, La Cenerentola e Bianca e Falliero di Rossini, la prima versione (1857) del Simon Boccanegra verdiano.
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