RENATO PALUMBO_direttore

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Venezia, Nabucco, ottobre 2008

[In Va' pensiero] il coro (ben preparato da Claudio Marino Moretti) è disteso supino, la voce sale in verticale, il torace fermo, il canto diviene sommesso e in pianissimo, una magia vocale inattesa che dispiega l’incipit come effettivamente dovrebbe essere, un pianto nostalgico, fuori da ogni retorica, secondo il tempo insolitamente lento della direzione del bravissimo Renato Palumbo. [...] Fra i migliori direttori per l’opera, Renato Palumbo ha dato prove molto convincenti nella scorsa stagione all’Arena di Verona, conciliando precisione e pulizia di lettura a idee e fantasia. Dirige a memoria, grande conoscenza della partitura e delle voci. In Nabucco plasma una dimensione fortemente drammatica, combinata a pulizia e grande cantabilità, portando le voci dentro l’orchestra e non il contrario.  
M. Schipilliti, La nuova Venezia-La repubblica ,21 ottobre 2008

Trieste, Concerto sinfonico, settembre 2008

Brillante la prova di Renato Palumbo
Nonostante le poche prove purtroppo disponibili, Palumbo e l'orchestra sono riusciti a trarne il massimo frutto: infatti, tutte le sezioni erano ben preparate ed ovviamente l'interpretazione ne ha tratto giovamento, con un'esecuzione fresca e piena d'energia, che è stata salutata dal pubblico con lunghi applausi.
Alberto Godas, Vita nuova , 3 ottobre 2008

Renato Palumbo, gagliardo direttore fin dall'adolescenza, rigoroso interprete di opere e musica sinfonica nei massimi teatri (a Trieste Un ballo in maschera), ne ha dato una lettura coraggiosa [...] vigile e pregnante, già dal remoto emergere dell'incipit, fino alle ultime, esaltanti, deflagrazioni. All'interno scorrono lieder, il tema dell'infanzia nelal morte, quella grottesca, allucinata marcia funebre, che oggi ci pare più che mai dedicata a una società al tramonto. Colti a dovere da Palumbo i colori visionari e l'ostinato rovello ritmico. Al termine consensi quanto mai intensi e convinti.
Danilo Soli, Messaggero veneto, 28 settembre 2008

Verona, Rigoletto, agosto 2008

Renato Palumbo dimostra di essere un direttore fine, attento ai dettagli, alle preziosità più che alla grancassa alla quale qui molti indulgono.
Sandro Cappelletto, La stampa, 6 agosto 2008

Renato Palumbo offre del capolavoro verdiano una lettura assolutamente convincente, ancorché non priva di qualche lentezza, sempre tesa a ricercare i giusti equilibri sonori tra le sezioni dell'orchestra, in ottima serata, ed a garantire un eccellente coesione tra buca e palcoscenico. Ne è dunque scaturito un Rigoletto elegantemente misurato, fatto di piccoli preziosismi, paradossalmente poco "areniano"nella sua ricerca di intimità: davvero molto, molto bello.
Alessandro Cammarano www.operaclick.com

Verona, Aida, giugno-luglio-agosto 2008

Aida all'Arena cesellata a dovere
Esecuzione bellissima da parte di Renato Palumbo, con tempi spesso lenti ma a sostegno di una lettura cesellata com'è raro ascoltare.
M.Zurletti, La repubblica, 23 giugno 2008

Tutti, compresa l’orchestra e l’eccellente coro preparato da Marco Faelli, avevano la felice fortuna di esser diretti da Renato Palumbo, bravissimo nel far cantare e nel dare un’impronta di coerenza e precisione.
L.Arruga, Il giornale, 22 giugno 2008

E l'altra sera a Verona, nelle condizioni notoriamente difficili in cui si lavora in Arena, [Renato Palumbo] ha diretto un'Aida esemplare: mossa e viva nei tempi, fraseggiata ad arte, con momenti di bel suono che in quel catino all'aperto si direbbero un'araba fenice. A Verona non c'è una nuova Aida, ma la solita Aida, quella di De Bosio [...] La novità è stata la qualità musicale che si è ascoltata, mai stata così alta. Grazie all'eccellente prova del direttore e a un cast buono.
E. Girardi, Il corriere della sera, 22 giugno 2008

Aida è tornata a Verona e giura fedeltà a Verdi
La coerenza prima di tutto: è il motivo per cui la parte scenica si raccorda armoniosamente con quella musicale, guidata da Renato Palumbo, che possiede l'accento verdiano e sa regolare bene il rapporto fra intimità (Aida n'è piena) e momento pubblico. Dove c'è passione imprime un tono un po' ruspante che va bene all'Arena, e dove c'è da lavorare sul dettaglio non si tira indietro. Con Palumbo i cantanti, che in genere all'Arena gigioneggiano, stanno entro i limiti della musica con buon gusto e ognuno nell'ambito delle sue possibilità
G.Satragni, La stampa, 22 giugno 2008

Bilbao, La battaglia di Legnano, aprile 2008

Fortune was with  ABAO however  as they were able engage Renato Palumbo,  a conductor of some prestige and a full guarantee of high quality. If in other occasions I have criticized some substitutions in Bilbao, this time  I must praise both the effort involved in finding someone good and the results of doing so.  Renato Palumbo gave an outstanding performance, taking the work along  very rhythmically, providing every care  for the singers and getting a remarkable performance from the Bilbao orchestra. [...] Verdi was very well served by them. [...] At the final bows, the biggest applause went to Messrs Sagi, Palumbo and Maestri.
José M. Irurzun,
www.musicweb-international.com

Musicalmente, la diestra y efficaz direcciòn de Renato Palumbo pone también en relieve la ya citada alternancia entre el caractér impositivo y grandioso y lo dramàtico, extrayendo de la orquésta los volùmenes necesarios, sin achicar. Asì, tras la expresiva interpretaciòn de la sugestiva obertura de cuatro partes alternas, el foso irà sin rebajar la fuerza de los metales, por ejemplo, en momentos de potencia sonora, ya que el maestro, ademàs de ser gra conocedor de Verdi, domina la orquesta.
J.A.Z. Deia, 14 aprile 2008

El maestro Palumbo, con tal conjunto se pudo lucir y sa batuta se mostrò también siempre clara con los profesores de la Sinfònica bilbaina que non tuvieron niguna dificultad en reflejar la niervosa y épico- -héroica mùsica del juven Verdi.
Nino Dentici, El Correo, 14 aprile 2008

Berlino, Aida, marzo 2008

Von Renato Palumbo am Pult feinsinnig, ja elegant geführt, verschwindet das Orchester hinter den Bildern.
(L'orchestra, sensibilmente, elegantemente condotta da Renato Palumbo, fa dimenticare la scena. )
Frankfurter Allgemeine Zeitung
, 5 marzo 2008

Sein Musizieren ist geprägt von einer weiten Ausdrucksskala und klaren Strukturierung, aber auch von einem kontinuierlichen Fluss. Und in seiner fein dosierten Expressivität harmoniert es wunderbar mit dem Stimmcharakter von Aida und Amneris.
(Il suo condurre la musica possiede un'ampia scala d'espressioni e una struttura molto chiara, ma anche un flusso continuo. E la sua espressività sensibilmente dosata si trova in perfetta armonia con caratteri delle voci di Aida e Amneris.)
Neue Zürcher Zeitung, 5 marzo 2008

Und auch musikalisch hat der Abend seine Meriten. Es ist die letzte Premiere des ausgeschiedenen GMD Renato Palumbo. Und Palumbo zeigt hier noch einmal mit so seidigen wie kraftvollen Tönen, was seine Stärken sind: italienische Oper, zumal Verdi.
(Musicalmente la serata merita. E' l'ultima nuova produzione di Renato Palumbo, dimessosi da GMD. E qui Palumbo dimostra ancora una volta con suoni di seta e suoni vigorosi che l'opera italiana, e specialmente Verdi, sono i suoi punti di forza.)
Georg-Friedrich Kühn,
Deutschlandradio

Berlino, Simon Boccanegra, febbraio/marzo 2008

dabei gelingt Renato Palumbo mit dem Orchester der deutschen Oper Berlin eine grandiose Verdi-Interpretation - leidenschaftlich, aber nicht schwülstig; mit Pathos, aber ohne Dämonie; mit sensibel ansteigenden Crescendi, berauschender Klangfülle, aber auch sehr transparent mit stimulierend hervorgehobenen Instrumentengruppen. Fantastisch die Balance zwischen Graben und Bühne, intensiv die Begleitung der Sänger! www.opernnetz.de 22 marzo 2008

Torino, Rigoletto, gennaio 2008

Apasionada la direcciòn de Renato Palumbo
Andrea Merli, Opera Actual, marzo 2008

Un Rigoletto della migliore tradizione come la direzione di Renato Palumbo, teatrale e sanguigna, in cui si respira aria padana. Il direttore rende la capacità espressiva della musica e il suo effetto teatrale con giusto equilibrio sottolineando i diversi colori dell'impianto sonoro senza ingigantire i momenti "da lessico popolare". Buona la prova dell'orchestra e in particolare del coro, straordinariamente affiatato, diretto da Claudio Marito Moretti.
Ilaria Bellini, www.teatro.org, 2 febbraio 2008

Renato Palumbo tiene in pugno la compagnia di canto con estrema attenzione
Alessandro Mormile, Corriere dell'arte, 1 febbraio 2008

Renato Palumbo sa mostrarci come la tensione drammatica sappia anche tingersi di oasi liriche assai ben tratteggiate. Ed ecco ad esempio la verdianità interiorizzatamente sofferta del preludio, o la confortante serenità donata al primo incontro fra Rigoletto e Gilda, nel quale in orchestra si ascoltano bei rallentandi e momenti in cui il direttore respira con i cantanti e li favorisce al meglio delle loro possibilità. [...] L'insieme della direzione denota un attento disegno agogico, rapportato con sggia circospezione alle forze vocali a sua disposizione.
Alessandro Mormile, L'Opera, febbraio 2008

Quattordici recite di Rigoletto in diciassette giorni e riuscire a stupire con una qualità musicale altissima, che libera da ogni traccia di polvere un capolavoro che alla prima sconcertò e scandalizzò il pubblico proprio per la novità musicale e drammaturgica prima che per la scabrosità del soggetto. Questo riesce al teatro Regio di Torino, che programma il Verdi più popolare fra l’Ariane di Dukas e la Salome di Strauss e lo affida a uno dei direttori che meglio conoscono e sanno approfondire il dramma verdiano, Renato Palumbo. Il suo è un Rigoletto che applica felicemente i principi filologici (spiace solo una sforbiciata alla ripresa di Sì vendetta), non ricusando le puntature di tradizione, ma senza piegarsi supinamente alla prassi tradizionale: ne infiora la vita e un vindice avrai sono eseguiti a tempo, come è scritto, ma non è regola applicata in modo rigido, bensì adattata alle necessità e alle caratteristiche dell’opera e degli interpreti. Come dovrebbe essere ogni variazione sensata. L’orchestra suona come un disco mettendo in rilievo tutte le preziosità timbriche e ritmiche della scrittura verdiana, canta con i cantanti ma evidenzia anche l’incedere implacabile della tragedia, fino all’esplosione folgorante della tempesta sulla morte di Gilda e la quiete quasi irreale che la segue. Interessante, poi, la caratterizzazione agogica dei personaggi, sottolineando per esempio un incedere più vivace per Gilda, nell’ansia e nella brama di vita. Difficile ascoltare un Verdi altrettanto incisivo e sorprendente, come fosse la prima volta, nel gesto puntualissimo di una bacchetta che illumina e segue con sorprendente vitalità entrambe le compagnie convocate per questo autentico tour de force.
Roberta Pedrotti, Gli amici della musica, febbraio 2008

Sous la baguette généreuse de Renato Palumbo, l’ensemble turinois s’est d’abord fondu dans un superbe accompagnement des chanteurs. Voyant que le courant ne passait pas entre le plateau et la fosse, le chef s’est alors offert le privilège de faire entendre les couleurs orchestrales de son ensemble. Quels timbres, quelle fougue, quel enthousiasme ! A noter encore le comportement exemplaire du Choeur du Teatro Regio qui, même si scéniquement plongeait dans la convention, donne quelques remarquables moments musicaux, comme dans son pianissimo Zitti, zitti, moviamo a vendetta.
Jacques Schmitt, www.resmusica.com, 28 gennaio 2008

Sul podio Renato Palumbo ci ha offerto una lettura magistrale della partitura, un'interpetazione che a mio avviso lascia un segno profondo nella storia esecutiva di quest'opera. Abbandonato ogni schema e convenzione il maestro, grazie a una rara cura del particolare, riesce ad imprimere ad ogni pagina l'appropriato respiro evidenziando aspetti finora inesplorati. Indugiante nell'Andante "Deh non parlare al misero", implacabile e travolgente nell'attacco dell'invettiva "Cortigiani vil razza dannata", Palumbo mette in rilievo tutta la capacità espressiva della musica conferendo la giusta incisività ai momenti drammatici stupendo l'ascoltatore con episodi di poetico lirismo. Sempre accorto alal conduzione dei cantanti, il direttore domina l'orchestra che ha certamente offerto in questa occasione una delle sue migliori prove delle ultime stagioni. [...] uno spettacolo a mio avviso imperdibile.
Giuseppina Mascari, www.operaclick.com, gennaio 2008

Musicalmente il direttore Renato palumbo ha creato subito il clima emotivo ricavando dall'ottima orchestra sottigliezze d'analisi contrapponendo, secondo le situazioni, tempi sospesi e dilatati ad altri incalzanti e vigorosi, fra piacevoli effetti timbrici e scatti ritmici.
Walter Baldasso, Torino Cronaca , 22 gennaio 2008

La direzione di Renato Palumbo ci è sembrata ottima, capace di sottolineare i giusti volumi e di portare in primo piano tutti i colori oscuri, sorretta da un gran ritmo.
Stefano Mola, trasp.net , 21 gennaio 2008

Sotto la direzione musicale di Palumbo, precisa, serrata e attentissima a non lasciar mai cadere il ritmo degli accadimenti, il fascio di luce è tutto sul contrasto fra Rigoletto e il Duca.
Giorgio Pestelli, La stampa , 20 gennaio 2008

Sul podio dell'orchestra del Teatro Regio Renato Palumbo mostra di essere perfettamente a suo agio con la partitura verdiana che ha approfondito in ogni suo aspetto. Tiene bene l'orchestra, la guida con delicatezza, la rende baldanzosa nelle pagine che esaltano lo spirito libertino del tenore.
Ar. Ca., La stampa, 17 gennaio 2008






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