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RENATO PALUMBO_direttore bio news press gallery downloads Chicago, Ernani, ottobre/novembre 2009 Lyric entrusted the score to that experienced Verdian, Renato Palumbo. His robust, finely controlled conducting mirrored the blunt vigor and elemental emotions that drive the drama John van Rhein, Chicago Tribune, 29 ottobre 2009 Conductor Renato Palumbo provided a virtual seminar in Verdi conducting, leading the orchestra with dramatic intensity and rhythmic swagger. The large ensemble scenes were powerful projected yet scrupulously balanced and the Italian conductor gave his singers ample room for expressive breadth in their solos and duets. Lawrence A. Johnson, Chicago Classical Review, 29 ottobre 2009 Bari, Tosca, settembre 2009 A coagulare in maniera eccezionale il tutto, la decisa ed appassionata direzione di Renato Palumbo, che ha saputo esaltare i trascinanti valori musicali dell'opera non meno della sua prorompente teatralità, realizzando un eloquente e suggestivo rapporto fra «buca» e palcoscenico. Un equilibrio avvincente nel quale si rispecchiava la sua concezione della drammaturgia pucciniana. Nicola Sbisà, La gazzetta del mezzogiorno, 23 settembre 2009 Il merito maggiore sul piano musicale va dato innanzitutto al direttore, Renato Palumbo, ormai in grado di tradurre con naturalezza la profondità di lettura di un repertorio che comprende tutta la grande letteratura lirica e sinfonica. Fiorella Sassanelli, La repubblica, 23 settembre 2009 RENATO PALUMBO è il primo direttore a salire sul podio del Teatro Petruzzelli dopo la ricostruzione. Con una prova di Tosca l'orchestra torna a suonare nella sala restituita alla città dopo l'incendio del 1990. aggiornamenti e rassegna stampa Torino, Adriana Lecouvreur, giugno/luglio 2009 La direzione incalzante [...], di Renato Palumbo dava l' indirizzo teatrale giusto alla musica e otteneva buone cose dall' orchestra. Angelo Foletto, La repubblica, 29 giugno 2009 Il direttore Renato Palumbo conosce bene tecnica e stile: così la sua orchestra suona leggera, trasparente e tintinnante, tranne che nelle periodiche raffiche di suono, quando sono i cantanti, come è giusto, a trascinare il tutto. Paolo Gallarati, La stampa, 28 giugno 2009 Parigi, Un ballo in maschera, aprile/maggio 2009 On se laisse bien vite charmer par la belle vivacité qu’il insuffle, et l’on admire, au détour d’une phrase, des détails orchestraux joliment sculptés. Antoine Brunetto, ForumOpera, 21 aprile 2009 Renato Palumbo dirigeva con mano sicura e tempi piuttosto estremi il Ballo in maschera verdiano. Otteneva il massimo da un'orchestra molto impegnata durante tutta l'opera e che non dava segni di stanchezza né di cedimenti. Jorge Binaghi, L'Opera, giugno 2009 Chicago, Cavalleria rusticana/Pagliacci, febbraio/marzo 2009 The Lyric Opera Chorus and Chicago Children's Choir are in fine form, and conductor Renato Palumbo keeps a steady hand in the orchestra pit. Bill Gowen, Daily Herald, 16 febbraio 2009 While conductor Palumbo kept the verismo electricity crackling in “Pagliacci,” he opted for warm floods of lyricism in “Cavalleria,” freely bending and slowing melodic lines. John Van Rhein, Chicago Tribune, 16 febbraio 2009 Bilbao, I due Foscari, novembre 2008 En el plano musical, de un elevado nivel general, destacó la admirable dirección de Renato Palumbo. Fue un ejemplo de manual de cómo empastar todos los elementos que componen una ópera. Se podía seguir perfectamente el desarrollo de la obra solo con fijarse en sus expresivos y precisos movimientos, que permitieron que tanto cantantes como coro encajaran perfectamente con el foso. Allí, una entregada Orquesta Sinfónica de Bilbao secundó al maestro con un estupendo sonido verdiano. Javier Del Olivo, Mundoclasico.com, 20 novembre 2009 Venezia, Nabucco, ottobre 2008 [In
Va' pensiero] il coro (ben
preparato da Claudio Marino Moretti) è disteso supino, la voce sale in
verticale, il torace fermo, il canto diviene sommesso e in pianissimo,
una magia vocale inattesa che dispiega l’incipit come effettivamente
dovrebbe essere, un pianto nostalgico, fuori da ogni retorica, secondo
il tempo insolitamente lento della direzione del bravissimo Renato
Palumbo. [...] Fra i migliori direttori per l’opera, Renato Palumbo ha
dato prove molto convincenti nella scorsa stagione all’Arena di Verona,
conciliando precisione e pulizia di lettura a idee e fantasia. Dirige a
memoria, grande conoscenza della partitura e delle voci. In Nabucco
plasma una dimensione fortemente drammatica, combinata a pulizia e
grande cantabilità, portando le voci dentro l’orchestra e non il
contrario. Trieste, Concerto sinfonico, settembre 2008
Brillante la prova di
Renato Palumbo Renato
Palumbo, gagliardo direttore fin dall'adolescenza, rigoroso interprete
di opere e musica sinfonica nei massimi teatri (a Trieste
Un ballo in maschera), ne ha
dato una lettura coraggiosa [...] vigile e pregnante, già dal remoto
emergere dell'incipit, fino alle ultime, esaltanti, deflagrazioni.
All'interno scorrono lieder, il tema dell'infanzia nelal morte, quella
grottesca, allucinata marcia funebre, che oggi ci pare più che mai
dedicata a una società al tramonto. Colti a dovere da Palumbo i colori
visionari e l'ostinato rovello ritmico. Al termine consensi quanto mai
intensi e convinti. Verona, Rigoletto, agosto 2008 Renato
Palumbo dimostra di essere un direttore fine, attento ai dettagli, alle
preziosità più che alla grancassa alla quale qui molti indulgono. Renato
Palumbo offre del capolavoro verdiano una lettura assolutamente
convincente, ancorché non priva di qualche lentezza, sempre tesa a
ricercare i giusti equilibri sonori tra le sezioni dell'orchestra, in
ottima serata, ed a garantire un eccellente coesione tra buca e
palcoscenico. Ne è dunque scaturito un Rigoletto elegantemente misurato,
fatto di piccoli preziosismi, paradossalmente poco "areniano"nella sua
ricerca di intimità: davvero molto, molto bello. Verona, Aida, giugno-luglio-agosto 2008 La
direzione morbida ed equilibrata di Renato Palumbo ottiene
ottimi risultati da orchestra e cantanti:
una lettura intimista
lontana dall' enfasi che sottolinea le relazioni fra i personaggi e l' ineluttabilità del destino,
capace di restituire con tempi lenti e bellezza di suono un po' insoliti per il teatro all'aperto un esotismo musicale vaporoso e struggente .
Aida all'Arena cesellata
a dovere Tutti,
compresa l’orchestra e l’eccellente coro preparato da Marco Faelli,
avevano la felice fortuna di esser diretti da Renato Palumbo, bravissimo
nel far cantare e nel dare un’impronta di coerenza e precisione. L'ottima direzione di Renato Palumbo, che concepisce
la sua lettura come un unico grande affresco, un quadro da guardare col
fiato sospeso per scorgervi tutti i colori della vita. Anche di fronte al
vasto spazio dell'Arena, Palumbo non rinuncia a una lettura ricca di
mille particolari, sontuosa nel Trionfo, ma anche intimista nei serrati confronti tra i
protagonisti dove a venire in primo piano e l'anima dell'uomo. E l'altra
sera a Verona, nelle condizioni notoriamente difficili in cui si lavora
in Arena, [Renato Palumbo] ha diretto un'Aida esemplare: mossa e viva
nei tempi, fraseggiata ad arte, con momenti di bel suono che in quel
catino all'aperto si direbbero un'araba fenice. A Verona non c'è una
nuova Aida, ma la solita Aida, quella di De Bosio [...] La novità è
stata la qualità musicale che si è ascoltata, mai stata così alta.
Grazie all'eccellente prova del direttore e a un cast buono.
Aida è tornata a Verona e
giura fedeltà a Verdi Bilbao, La battaglia di Legnano, aprile 2008 Fortune was
with ABAO however as they were able engage Renato Palumbo, a
conductor of some prestige and a full guarantee of high quality. If in
other occasions I have criticized some substitutions in Bilbao, this
time I must praise both the effort involved in finding someone good and
the results of doing so. Renato Palumbo gave an outstanding
performance, taking the work along very rhythmically, providing every
care for the singers and getting a remarkable performance from the
Bilbao orchestra. [...] Verdi was very well served by them. [...] At the
final bows, the biggest applause went to Messrs Sagi, Palumbo and
Maestri.
Musicalmente, la diestra y efficaz direcciòn de Renato Palumbo pone
también en relieve la ya citada alternancia entre el caractér impositivo
y grandioso y lo dramàtico, extrayendo de la orquésta los volùmenes
necesarios, sin achicar. Asì, tras la expresiva interpretaciòn de la
sugestiva obertura de cuatro partes alternas, el foso irà sin rebajar la
fuerza de los metales, por ejemplo, en momentos de potencia sonora, ya
que el maestro, ademàs de ser gra conocedor de Verdi, domina la orquesta.
El maestro
Palumbo, con tal conjunto se pudo lucir y sa batuta se mostrò también
siempre clara con los profesores de la Sinfònica bilbaina que non
tuvieron niguna dificultad en reflejar la niervosa y épico- -héroica
mùsica del juven Verdi. Berlino, Aida, marzo 2008 Von Renato Palumbo am
Pult feinsinnig, ja elegant geführt, verschwindet das Orchester hinter
den Bildern. Sein Musizieren ist
geprägt von einer weiten Ausdrucksskala und klaren Strukturierung, aber
auch von einem kontinuierlichen Fluss. Und in seiner fein dosierten
Expressivität harmoniert es wunderbar mit dem Stimmcharakter von Aida
und Amneris. Und auch
musikalisch hat der Abend seine Meriten. Es ist die letzte Premiere des
ausgeschiedenen GMD Renato Palumbo. Und Palumbo zeigt hier noch einmal
mit so seidigen wie kraftvollen Tönen, was seine Stärken sind:
italienische Oper, zumal Verdi. Berlino, Simon Boccanegra, febbraio/marzo 2008 dabei gelingt Renato Palumbo mit dem Orchester der deutschen Oper Berlin eine grandiose Verdi-Interpretation - leidenschaftlich, aber nicht schwülstig; mit Pathos, aber ohne Dämonie; mit sensibel ansteigenden Crescendi, berauschender Klangfülle, aber auch sehr transparent mit stimulierend hervorgehobenen Instrumentengruppen. Fantastisch die Balance zwischen Graben und Bühne, intensiv die Begleitung der Sänger! www.opernnetz.de 22 marzo 2008 Torino, Rigoletto, gennaio 2008 Apasionada la direcciòn
de Renato Palumbo Un Rigoletto della
migliore tradizione come la direzione di Renato Palumbo, teatrale e
sanguigna, in cui si respira aria padana. Il direttore rende la capacità
espressiva della musica e il suo effetto teatrale con giusto equilibrio
sottolineando i diversi colori dell'impianto sonoro senza ingigantire i
momenti "da lessico popolare". Buona la prova dell'orchestra e in
particolare del coro, straordinariamente affiatato, diretto da Claudio
Marito Moretti. Renato Palumbo tiene in
pugno la compagnia di canto con estrema attenzione Renato Palumbo sa
mostrarci come la tensione drammatica sappia anche tingersi di oasi
liriche assai ben tratteggiate. Ed ecco ad esempio la verdianità
interiorizzatamente sofferta del preludio, o la confortante serenità
donata al primo incontro fra Rigoletto e Gilda, nel quale in orchestra
si ascoltano bei rallentandi e momenti in cui il direttore respira con i
cantanti e li favorisce al meglio delle loro possibilità. [...]
L'insieme della direzione denota un attento disegno agogico, rapportato
con sggia circospezione alle forze vocali a sua disposizione. Quattordici recite di
Rigoletto in diciassette giorni e riuscire a stupire con una qualità
musicale altissima, che libera da ogni traccia di polvere un capolavoro
che alla prima sconcertò e scandalizzò il pubblico proprio per la novità
musicale e drammaturgica prima che per la scabrosità del soggetto.
Questo riesce al teatro Regio di Torino, che programma il Verdi più
popolare fra l’Ariane di Dukas e la Salome di Strauss
e lo affida a uno dei direttori che meglio conoscono e sanno
approfondire il dramma verdiano, Renato Palumbo. Il suo è un
Rigoletto che applica felicemente i principi filologici (spiace
solo una sforbiciata alla ripresa di Sì vendetta), non
ricusando le puntature di tradizione, ma senza piegarsi supinamente alla
prassi tradizionale: ne infiora la vita e un vindice avrai
sono eseguiti a tempo, come è scritto, ma non è regola applicata in modo
rigido, bensì adattata alle necessità e alle caratteristiche dell’opera
e degli interpreti. Come dovrebbe essere ogni variazione sensata.
L’orchestra suona come un disco mettendo in rilievo tutte le preziosità
timbriche e ritmiche della scrittura verdiana, canta con i cantanti ma
evidenzia anche l’incedere implacabile della tragedia, fino
all’esplosione folgorante della tempesta sulla morte di Gilda e la
quiete quasi irreale che la segue. Interessante, poi, la
caratterizzazione agogica dei personaggi, sottolineando per esempio un
incedere più vivace per Gilda, nell’ansia e nella brama di vita.
Difficile ascoltare un Verdi altrettanto incisivo e sorprendente, come
fosse la prima volta, nel gesto puntualissimo di una bacchetta che
illumina e segue con sorprendente vitalità entrambe le compagnie
convocate per questo autentico tour de force. Sous la baguette
généreuse de Renato Palumbo, l’ensemble turinois s’est d’abord fondu
dans un superbe accompagnement des chanteurs. Voyant que le courant ne
passait pas entre le plateau et la fosse, le chef s’est alors offert le
privilège de faire entendre les couleurs orchestrales de son ensemble.
Quels timbres, quelle fougue, quel enthousiasme ! A noter encore le
comportement exemplaire du Choeur du Teatro Regio qui, même si
scéniquement plongeait dans la convention, donne quelques remarquables
moments musicaux, comme dans son pianissimo Zitti, zitti, moviamo a
vendetta. Sul podio Renato Palumbo
ci ha offerto una lettura magistrale della partitura, un'interpetazione
che a mio avviso lascia un segno profondo nella storia esecutiva di
quest'opera. Abbandonato ogni schema e convenzione il maestro, grazie a
una rara cura del particolare, riesce ad imprimere ad ogni pagina
l'appropriato respiro evidenziando aspetti finora inesplorati.
Indugiante nell'Andante "Deh non parlare al misero", implacabile e
travolgente nell'attacco dell'invettiva "Cortigiani vil razza dannata",
Palumbo mette in rilievo tutta la capacità espressiva della musica
conferendo la giusta incisività ai momenti drammatici stupendo
l'ascoltatore con episodi di poetico lirismo. Sempre accorto alal
conduzione dei cantanti, il direttore domina l'orchestra che ha
certamente offerto in questa occasione una delle sue migliori prove
delle ultime stagioni. [...] uno spettacolo a mio avviso imperdibile. Musicalmente il direttore
Renato palumbo ha creato subito il clima emotivo ricavando dall'ottima
orchestra sottigliezze d'analisi contrapponendo, secondo le situazioni,
tempi sospesi e dilatati ad altri incalzanti e vigorosi, fra piacevoli
effetti timbrici e scatti ritmici. La direzione di Renato
Palumbo ci è sembrata ottima, capace di sottolineare i giusti volumi e
di portare in primo piano tutti i colori oscuri, sorretta da un gran
ritmo. Sotto la direzione
musicale di Palumbo, precisa, serrata e attentissima a non lasciar mai
cadere il ritmo degli accadimenti, il fascio di luce è tutto sul
contrasto fra Rigoletto e il Duca. Sul podio dell'orchestra
del Teatro Regio Renato Palumbo mostra di essere perfettamente a suo
agio con la partitura verdiana che ha approfondito in ogni suo aspetto.
Tiene bene l'orchestra, la guida con delicatezza, la rende baldanzosa
nelle pagine che esaltano lo spirito libertino del tenore. |
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